Faremo foresta

Per l’articolo Percorsi 2021 (tra fiabe e carnevale) l’istintivo abbinamento ad un libro è stato quello con una saga: Fairy Oak di Elisabetta Gnone…pura fiaba.

Poi ho ripensato solo alla parola percorsi e mi è tornato in mente un libro che ho letto un paio di anni fa: Faremo foresta di Ilaria Bernardini ed.Mondadori.

C’è un percorso, un viaggio, anche in questo libro e viene fatto da Anna, scrittrice e sceneggiatrice.

Un divorzio, una malattia, un incidente, un trasloco e poi… e poi un terrazzo, che piano piano si riempie di piante, di natura. Ma anche di amicizia, di rinascita e di altri orizzonti a cui rivolgersi.

Il divorzio e il dolore sono quelli di Anna, la malattia è quella di Maria, amica della sorella di Anna, Diana. L’incidente è quello di Alessandro, compagno di Diana e il trasloco è quello della madre di Anna e Diana, a Mumbai.

Ma si sa, se la foresta ha delle radici sane e profonde nella terra, resisterà a tutto negli anni, proprio come una famiglia.

E può continuare a crescere, proprio come un’amicizia.

Percorsi 2021

Da “Altrepagine” n.4 Dicembre 2020

La “Metropolitana Culturale” è nata da un’idea di Andrea Bianchi ed è in corso di realizzazione grazie alle sinergia tra Comune, Pro Loco e altre realtà locali.

Pensata per condurre cittadini e visitatori lungo tracciati che parlano della storia, della cultura e delle radici del territorio, spaziando dal carnevale alle favole in dialetto, dalla scienza alla tecnica, dalle tradizioni rurali a quelle religiose.

La mappa della metropolitana unirà idealmente e fisicamente alcune zone di Persiceto e, attraverso percorsi colorati, permetterà di conoscere o riscoprire alcuni luoghi e pezzi di storia locale.

Una delle linee in fase più avanzata è la linea 1 che coincide con l’itinerario del “Museo a cielo aperto del Carnevale” (colore arancione).

Da qualche settimana questa linea è in fase di rinnovamento.

L’ Associazione Carnevale Persiceto sta provvedendo a restaurare alcune delle opere già esposte, che risultavano deteriorate dal tempo e da atti vandalici, ma è anche prevista l’introduzione di due nuove opere provenienti da carri allegorici.

La linea 1 verrà infatti prolungata verso il centro storico passando da piazzetta Betlemme, per arrivare in Via Sasso e congiungersi con la Ciclovia del Sole.

In questo articolo si parla di percorsi e io per accompagnarvi ho pensato al libro “Faremo Foresta” di Ilaria Bernardini ed.Mondadori.

Troverete come sempre una mia piccola recensione nella sezione Pagine del blog.

Una delle installazioni già presenti all’interno del Comune di San Giovanni in Persiceto

Dodici racconti di Natale

Ho prima di tutto adorato la copertina: rigida, ruvida, colorata sobriamente e leggermente retrò… perfetta per quello che contiene e cioè racconti di Natale.

Non solo ma anche ricette di famiglia a fine di ogni racconto che fanno bene al cuore (non so al gusto perchè sono parte della tradizione inglese e quindi non proprio sulle nostre corde).

E poi un’iniziale e interessante (ma breve) introduzione storica su come siamo arrivati a festeggiare il Natale così come siamo abituati a farlo ai giorni nostri (tranne per il 2020 per il quale abbiamo preso una piccola pausa).

Non sono una fan dei libri di raccolte di racconti ma penso che per Natale i racconti siano perfetti e questi, a loro modo, entrano di diritto in quello che viene chiamato “lo spirito natalizio” e soprattutto ce n’è per tutti: bambini, pupazzi di neve, coppie in crisi, spiriti, cani…

E così lasciamo che la scrittura semplice (forse qualche piccola attenzione in più alla traduzione avrebbe reso perfetta la semplicità di questa scrittura) e confortevole di questa scrittrice ci porti in prossimità del Natale anche con un po’ di stupore.

La Buca della Posta di Babbo Natale in Piazza a San Giovanni in Persiceto.

Metti Carnevale a Natale

Gli addobbi Natale 2020 a San Giovanni in Persiceto

Metti che quest’anno, già particolare di suo (e lo abbiamo capito forte e chiaro tutti), gli addobbi di Natale vengano fatti da un’Associazione Carnevalesca, cosa può venirne fuori se non un assoluto incanto e anche, per declinazione propria, una creativa originalità.

La scelta di quelle che saranno le decorazioni che dovranno agghindare un intero paese per uno dei periodi più “agghindosi” di tutto l’anno, non è mai facile ma soprattutto non incontra mai i gusti di tutti.

Io quest’anno penso, a mio modesto parere, che sia stato fatto un ottimo lavoro. Ma da chi?

Comincerei con l’Associazione Carnevalesca che ha eseguito il grosso del lavoro e si tratta della Società Ocagiuliva.

Ho preso alcune notizie di questa società direttamente dal loro sito: “Ocagiuliva è un’associazione no-profit nata nel 2002, dall’idea di alcuni amici, con l’intento di costituire una nuova compagnia da far gareggiare alla sfilata degli spilli, storica manifestazione carnevalesca del paese di San Giovanni in Persiceto (BO)…

Nel luglio 2015 le opere della società vengono apprezzate da un artista di fama internazionale, Mika! E così, la macchina scenica creata dall’Ocagiuliva riesce finanche a volare, via dalla piazza di un piccolo paese verso palchi internazionali. Da allora, immutato lo spirito carnevalesco e la voglia di competere, l’associazione mette la propria specialità al servizio dello spettacolo in genere, e realizza macchine sceniche per gli spettacoli e per parchi tematici.

Peculiarità delle scenografie “Giulive” è proprio la trasformazione spettacolare degli elementi scenici. Ingrediente fondamentale per la riuscita di scenografie d’effetto e di trasformazioni sorprendenti è la filosofia che anima da sempre i soci dell’Ocagiuliva: la creatività è divinità, il sogno è realtà, l’immaginazione è profezia, la magia esiste, l’arte è vita. Lo spettacolo è… Ocagiuliva.

Infine come per tutte le splendide iniziative c’è da ringraziare la Pro loco di San Giovanni in Persiceto e tutti i commercianti per avere portato questo spettacolo nelle strade e nella piazza di San Giovanni in Persiceto.

Grazie.

Cambiare l’acqua ai fiori

“Sono guardiana del cimitero, bevo solo lacrime…”

Violette Toussant (Violetta Ognissanti) è la protagonista e la guardiana, di chi? Di nessuno all’interno del cimitero, ma di tutti all’esterno. E’ guardiana sei sentimenti, dei dolori, dei rimpianti, delle delusioni e degli amori degli altri che passano da lei dopo le visite ai loro cari. Perchè? Perché Violette è solare, bella, cordiale, accogliente.

Veste l’inverno fuori (per gli altri) e l’estate sotto (per lei). Trascrive i discorsi che vengono fatti durante i riti funebri (a qualcuno farà piacere prima o poi risentirli o sentirli per la prima volta). I suoi amici sono il parroco del paese, i becchini Nono, Gaston e Elvis (si proprio da Elvis Presley “perchè non sa leggere né scrivere ma conosce tutte le canzoni del suo idolo” e solo per questo vale la lettura del libro) e i titolari dell’impresa funebre del paese.

Tutto questo basta per condurre una vita serena ma l’arrivo improvviso di un poliziotto di Marsiglia con la sua storia trasforma Violette e il romanzo. Non si possono nascondere i legami fra vivi e morti.

Cimitero monumentale di San Giovanni in Persiceto

Nel mare ci sono i coccodrilli

Enaiat ha forse dieci anni, forse nove, forse undici. Dove vive Enaiat a Nava in Afghanistan gli uffici dell’anagrafe non ci sono, ma ci sono pashtun, talebani e hazara come lui. E i talebani a loro volta sono pakistani, senegalesi, marocchini, egiziani…

Non si cresce tanquilli e basta poco per diventare troppo grandi (forse dieci anni, forse nove, forse undici) e non riuscire più a nascondersi nella buca che la mamma ha scavato vicino alle patate.

Allora si va via, lo decide la mamma, anche se Enaiat deve finire di giocare a “Bazul-Bazi” con i suoi amici, e si va in Pakistan, con niente e velocemente, ma con tre cose che Enaiat jan non dovrà mai fare nella vita: usare le droghe, usare le armi e rubare.

Da queste regole, da una carezza nei capelli e da un grande e tragico atto d’amore Enaiat inizierà il suo viaggio della vita, per la vita, da solo.

Un viaggio lungo, doloroso, solitario. Dall’Afghanistan all’Italia, senza mai perdere la sua innocenza, la sua ironia e il suo sorriso.

Le strade di Kandahar erano asfaltate. C’erano macchine, moto, biciclette, negozi e tanti locali per bere il chay e parlare tra uomini e palazzi alti anche più di tre piani con le antenne sui tetti e polvere, vento e polvere, e lungo i marciapiedi tanta di quella gente che in casa pensavo, non doveva esserci rimasto nessuno”

L’ultimo dei chiusini

E’ arrivato l’autunno…anche un po’ di pioggia e così i nostri chiusini si stanno scolorendo. Per questo motivo pubblico l’ultimo che si trova vicino a casa e più esattamente in Via Giulio Cesare Croce incrocio con Via G.De Maria: il Coccodrillo.

La scelta del libro in abbinamento è forse un po’ scontata ma solo per il titolo “Nel mare ci sono i coccodrilli” di Fabio Geda al suo terzo libro. Se e quando deciderete di leggerlo tanto scontato non lo troverete, credetemi.

In Pagine come sempre una mia piccola recensione al libro per cercare sempre di invogliarvi a leggere questo piccolo tesoro.

Allora attenti ai coccodrilli.

Coccodrillo

La passeggiata degli incontri

Si intitola così l’installazione permanente di 17 opere in terracotta che si trova lungo Via Marconi a San Giovanni in Persiceto realizzata nel 2004.

Opera di Marcello Magoni nato a Bologna sul finire del 1978 e che adesso vive e lavora a San Giovanni in Persiceto. Dal 2007 ha lasciato l’attività di insegnante per dedicarsi a tempo pieno alla scultura.

Io le ho fotografate tutte ma qui ve ne pubblico solo alcune per lasciare a voi la curiosità e la voglia di vederle tutte. E’ davvero una “passeggiata degli incontri” con personaggi molto particolari e che consiglio.

Allora BUON GIRETTO!

La strada del ritorno è sempre più corta

Ho pensato subito, fin dalle prime pagine, che se avessi il tempo, ricopierei tutto il libro per potermi ricordare ogni frase. Ho trovato questo libro scritto in maniera accurata, pensata, gentile e ruvido.

Vera, bambina, gioca con il suo amico immaginario Ringo Starr e vuole fare la camionista come suo nonno. Lia, madre, porta il nome della zia, indipendente e autonoma con discreto successo in una Campobasso dove non è ammesso.

L’estate in cui Vera ha cinque anni è l’ultima estate in cui sia lei che Lia la trascorrono insieme a Giordano: padre, marito, libraio. A distanza di anni Vera non sa nulla del padre: la madre Lia ha così creduto di proteggerla, dimenticando.

Ma nella vita il più delle volte non è possibile…

E allora… Chiusini!

Oggi vi presento: Giradischi (si trova in Via Roma incrocio Vicolo Albiroli). Il libro che voglio abbinare a questo chiusino è La strada del ritorno è sempre più corta di Valentina Farinaccio.

Il titolo e l’immagine, capisco bene, non c’entrano niente l’uno con l’altra ma se vi dico che l’amico immaginario di una delle protagoniste è nientepopodimeno che Ringo Starr!!!

Bè sappiatelo e quindi vi rimando a Pagine per dirvi qualcosa di più su questo, a mio parere, splendido libro.

Giradischi