Metti Carnevale a Natale

Gli addobbi Natale 2020 a San Giovanni in Persiceto

Metti che quest’anno, già particolare di suo (e lo abbiamo capito forte e chiaro tutti), gli addobbi di Natale vengano fatti da un’Associazione Carnevalesca, cosa può venirne fuori se non un assoluto incanto e anche, per declinazione propria, una creativa originalità.

La scelta di quelle che saranno le decorazioni che dovranno agghindare un intero paese per uno dei periodi più “agghindosi” di tutto l’anno, non è mai facile ma soprattutto non incontra mai i gusti di tutti.

Io quest’anno penso, a mio modesto parere, che sia stato fatto un ottimo lavoro. Ma da chi?

Comincerei con l’Associazione Carnevalesca che ha eseguito il grosso del lavoro e si tratta della Società Ocagiuliva.

Ho preso alcune notizie di questa società direttamente dal loro sito: “Ocagiuliva è un’associazione no-profit nata nel 2002, dall’idea di alcuni amici, con l’intento di costituire una nuova compagnia da far gareggiare alla sfilata degli spilli, storica manifestazione carnevalesca del paese di San Giovanni in Persiceto (BO)…

Nel luglio 2015 le opere della società vengono apprezzate da un artista di fama internazionale, Mika! E così, la macchina scenica creata dall’Ocagiuliva riesce finanche a volare, via dalla piazza di un piccolo paese verso palchi internazionali. Da allora, immutato lo spirito carnevalesco e la voglia di competere, l’associazione mette la propria specialità al servizio dello spettacolo in genere, e realizza macchine sceniche per gli spettacoli e per parchi tematici.

Peculiarità delle scenografie “Giulive” è proprio la trasformazione spettacolare degli elementi scenici. Ingrediente fondamentale per la riuscita di scenografie d’effetto e di trasformazioni sorprendenti è la filosofia che anima da sempre i soci dell’Ocagiuliva: la creatività è divinità, il sogno è realtà, l’immaginazione è profezia, la magia esiste, l’arte è vita. Lo spettacolo è… Ocagiuliva.

Infine come per tutte le splendide iniziative c’è da ringraziare la Pro loco di San Giovanni in Persiceto e tutti i commercianti per avere portato questo spettacolo nelle strade e nella piazza di San Giovanni in Persiceto.

Grazie.

Cambiare l’acqua ai fiori

“Sono guardiana del cimitero, bevo solo lacrime…”

Violette Toussant (Violetta Ognissanti) è la protagonista e la guardiana, di chi? Di nessuno all’interno del cimitero, ma di tutti all’esterno. E’ guardiana sei sentimenti, dei dolori, dei rimpianti, delle delusioni e degli amori degli altri che passano da lei dopo le visite ai loro cari. Perchè? Perché Violette è solare, bella, cordiale, accogliente.

Veste l’inverno fuori (per gli altri) e l’estate sotto (per lei). Trascrive i discorsi che vengono fatti durante i riti funebri (a qualcuno farà piacere prima o poi risentirli o sentirli per la prima volta). I suoi amici sono il parroco del paese, i becchini Nono, Gaston e Elvis (si proprio da Elvis Presley “perchè non sa leggere né scrivere ma conosce tutte le canzoni del suo idolo” e solo per questo vale la lettura del libro) e i titolari dell’impresa funebre del paese.

Tutto questo basta per condurre una vita serena ma l’arrivo improvviso di un poliziotto di Marsiglia con la sua storia trasforma Violette e il romanzo. Non si possono nascondere i legami fra vivi e morti.

Cimitero monumentale di San Giovanni in Persiceto

Nel mare ci sono i coccodrilli

Enaiat ha forse dieci anni, forse nove, forse undici. Dove vive Enaiat a Nava in Afghanistan gli uffici dell’anagrafe non ci sono, ma ci sono pashtun, talebani e hazara come lui. E i talebani a loro volta sono pakistani, senegalesi, marocchini, egiziani…

Non si cresce tanquilli e basta poco per diventare troppo grandi (forse dieci anni, forse nove, forse undici) e non riuscire più a nascondersi nella buca che la mamma ha scavato vicino alle patate.

Allora si va via, lo decide la mamma, anche se Enaiat deve finire di giocare a “Bazul-Bazi” con i suoi amici, e si va in Pakistan, con niente e velocemente, ma con tre cose che Enaiat jan non dovrà mai fare nella vita: usare le droghe, usare le armi e rubare.

Da queste regole, da una carezza nei capelli e da un grande e tragico atto d’amore Enaiat inizierà il suo viaggio della vita, per la vita, da solo.

Un viaggio lungo, doloroso, solitario. Dall’Afghanistan all’Italia, senza mai perdere la sua innocenza, la sua ironia e il suo sorriso.

Le strade di Kandahar erano asfaltate. C’erano macchine, moto, biciclette, negozi e tanti locali per bere il chay e parlare tra uomini e palazzi alti anche più di tre piani con le antenne sui tetti e polvere, vento e polvere, e lungo i marciapiedi tanta di quella gente che in casa pensavo, non doveva esserci rimasto nessuno”

L’ultimo dei chiusini

E’ arrivato l’autunno…anche un po’ di pioggia e così i nostri chiusini si stanno scolorendo. Per questo motivo pubblico l’ultimo che si trova vicino a casa e più esattamente in Via Giulio Cesare Croce incrocio con Via G.De Maria: il Coccodrillo.

La scelta del libro in abbinamento è forse un po’ scontata ma solo per il titolo “Nel mare ci sono i coccodrilli” di Fabio Geda al suo terzo libro. Se e quando deciderete di leggerlo tanto scontato non lo troverete, credetemi.

In Pagine come sempre una mia piccola recensione al libro per cercare sempre di invogliarvi a leggere questo piccolo tesoro.

Allora attenti ai coccodrilli.

Coccodrillo

La passeggiata degli incontri

Si intitola così l’installazione permanente di 17 opere in terracotta che si trova lungo Via Marconi a San Giovanni in Persiceto realizzata nel 2004.

Opera di Marcello Magoni nato a Bologna sul finire del 1978 e che adesso vive e lavora a San Giovanni in Persiceto. Dal 2007 ha lasciato l’attività di insegnante per dedicarsi a tempo pieno alla scultura.

Io le ho fotografate tutte ma qui ve ne pubblico solo alcune per lasciare a voi la curiosità e la voglia di vederle tutte. E’ davvero una “passeggiata degli incontri” con personaggi molto particolari e che consiglio.

Allora BUON GIRETTO!

La strada del ritorno è sempre più corta

Ho pensato subito, fin dalle prime pagine, che se avessi il tempo, ricopierei tutto il libro per potermi ricordare ogni frase. Ho trovato questo libro scritto in maniera accurata, pensata, gentile e ruvido.

Vera, bambina, gioca con il suo amico immaginario Ringo Starr e vuole fare la camionista come suo nonno. Lia, madre, porta il nome della zia, indipendente e autonoma con discreto successo in una Campobasso dove non è ammesso.

L’estate in cui Vera ha cinque anni è l’ultima estate in cui sia lei che Lia la trascorrono insieme a Giordano: padre, marito, libraio. A distanza di anni Vera non sa nulla del padre: la madre Lia ha così creduto di proteggerla, dimenticando.

Ma nella vita il più delle volte non è possibile…

E allora… Chiusini!

Oggi vi presento: Giradischi (si trova in Via Roma incrocio Vicolo Albiroli). Il libro che voglio abbinare a questo chiusino è La strada del ritorno è sempre più corta di Valentina Farinaccio.

Il titolo e l’immagine, capisco bene, non c’entrano niente l’uno con l’altra ma se vi dico che l’amico immaginario di una delle protagoniste è nientepopodimeno che Ringo Starr!!!

Bè sappiatelo e quindi vi rimando a Pagine per dirvi qualcosa di più su questo, a mio parere, splendido libro.

Giradischi

Atlantide. Viaggio alla ricerce della bellezza

“Laggiù, fra tetti d’oro e torri d’avorio, potremmo forse tornare felici. Laggiù c’è Atlantide che fa vibrare le corde dimenticate dal cuore”. Ed è laggiù che Carlo e Renzo Piano, ma soprattutto Renzo, in mezzo all’Atlantico, al Pacifico, al Mediterraneo e anche tra le acque della Senna e del Tamigi cercherà Atlantide. Una nave oceanografica, la Magnaghi, insieme alle persone che la governano e l’amministrano, sarà il mezzo che porterà padre e figlio in questo viaggio in giro per il mondo e anche il mezzo per ritrovare quei luoghi che oggi costudiscono le opere di una vita. Opere che racchiudono bellezza. “Ma la bellezza è anche un’idea inarrivabile, il sogno di perfezione che non coronerai mai. Un po’ come la nostra Atlantiide”. E allora perchè non provare a cercarla questa Atlantide che promette essere una terra di pace, giustizia e sopratutto bellezza?

I Chiusini vanno avanti

Si continua con le immagini raccolte dei chiusini clownizzati in giro per il mio paese. Ne ho trovati diversi ma molti sono ancora da scoprire e sarà l’obiettivo da qui ai prossimi giorni.

Iniziamo con Bussola a cui ho abbinato il libro Atlantide. Viaggio alla ricerca della bellezza di Carlo e Renzo Piano. Anche per quest’ultimo troverete qualche riga in più in Pagine se siete interessati e curiosi di sapere di cosa parla questo splendido libro.

Bussola

Uova Fatali

Per il lettore che apprezza l’insieme del racconto fantascientifico, satirico e storico (periodo della NEP di Lenin tra il 1921 e il 1929). Protagonista Vladimir Ipat’evic Persikov direttore dell’Istituto di Zoologia di Mosca inventore del “Raggio Rosso” (non poteva essere di altro colore) o “raggio della vita” che sembra avere il potere di fare prolificare, ingrandire e rendere più aggressive le forme di vita che ne vengono investite.

La ricerca scientifica e il difficile rapporto con il genere umano: meglio una gallina oggi (enorme, aggressiva e priva di qualsiasi controllo medico) che rimanere senza uova domani con magari salva la vita. Stimare all’inizio chi fa ricerca scientifica è facile ma quanto diventa ancora più facile incolpare chi fa ricerca scientifica quando questa non porta a risultati.