Paese d’ombre

MAI LETTO NIENTE SULLA SARDEGNA TRA LA FINE 800 E L’INIZIO 900.

L’AUTORE E’ RIUSCITO A TROVARE UN PERFETTO SCHEMA ED EQUILIBRIO TRA LA REALTA’ STORICA, LE PROBLEMATICHE SOCIALI, LA PARTE EMOTIVA E SENTIMENTALE CHE IN QUEL PRECISO MOMENTO STORICO SI STAVANO VIVENDO A NORBIO (LA VILLACINDRO DELLO SCRITTORE).

UN PERIODO DRAMMATICO PER IL POPOLO DELLA SARDEGNA AFFRONTATO CON IL CORAGGIO E LO SGUARDO DI UN UOMO SU TUTTI, ANGELO URAS, DALLA SUA PRIMA INFANZIA ALLA SUA VECCHIAIA.

LA POTENZA DI QUESTO LIBRO STA ANCHE NELLA NARRAZIONE IN TERZA PERSONA PERCHE’ RIESCE IN QUESTO MODO A DARE PIU’ LUCE AI PERSONAGGI CHE SONO RAGGRUPPATI INTORNO AL PROTAGONISTA CHE DIVENTA UNA SORTE DI “EROE” POPOLARE.

L’ITALIA, E LA SUA DEMOCRAZIA, COSI’ TANTO VOLUTA, CERCATA E COMBATTUTA NON CI FA UNA BELLA FIGURA.

E QUESTA ISOLA, CHE POTEVA PRIMA TROVARSI AL DI FUORI DELLA STORIA, RIENTRA, SUO MALGRADO, IN QUELLA CHE VIENE CHIAMATA “NUOVA ITALIA” SCONTRANDOSI CON LA BUROCRAZIA E IL FISCALISMO DI ISTITUZIONI DI UNA “NUOVA DEMOCRAZIA” A VANTAGGIO DI POCHI E CON UNA MENTALITA’ ANCORA FEUDALE.

MA E’ ANCHE IL PERIODO DELLE PRIME LEGHE OPERAIE E DEL PRIMO DIFFONDERSI DEL SOCIALISMO FINO AD ARRIVARE AGLI ANNI DELLA PRIMA GEURRA MONDIALE.

IN QUESTO LIBRO SI TROVANO INTENSE PARTI PASTORALI, BELLISSIME DESCRIZIONI DI PAESAGGI E RITRATTI INTENSI DI MOLTI PERSONAGGI: INSOMMA C’E’ VERAMENTE TUTTO QUELLO CHE SI CERCA IN UN ROMANZO.

LA SCRITTURA E’ FLUIDA, SEMPLICE, PULITA E QUINDI FA SI CHE IL LIBRO DIVENTI UN VERO E PROPRIO “LIBRO DA COMPAGNIA”.

Vittoria!

Porta di Sopra, o Porta Vittoria, risale alla fine del ‘700 per opera dell’Arch.Gian Giacomo Dotti, o quanto meno fu da lui ricostruita.

Si ha infatti memoria di un’altra precedente costruzione risalente addirittura al 1318.

Porta Vittoria, sin dalla sua costruzione, ha sempre avuto un ruolo determinante nella vita di San Giovanni in Persiceto.

E dall’inventario a cura di Patrizia Cremonini “L’archivio storico comunale di San Giovanni in Persiceto” si sono trovati dei documenti che la riguardano, come ad esempio:

1790, Dicembre 22. “Facoltà del Senato di Bologna alla Comunità di S. Giovanni per l’affittanza della Porta di Sopra”: “A Bologna si riunirono, nella Camera del Cardinal Legato, i venticinque riformatori dello stato di libertà del Senato della stessa per derogare il 38° dei capitoli della Comunità nel quale si specificava che in caso di affitto di beni era d’obbligo l’asta pubblica sottolineando che tale episodio non doveva fornire da esempio a cui rifarsi in una analoga situazione. Fu concessa così senza licitazione la deroga e il prolungamento dell’affitto al Sig. Francisco Fantoni, precedente affittuario, per altri tre anni con quota annua di £ 62.

Il ‘700 fu per San Giovanni un secolo di notevole attività edilizia nel campo delle opere pubbliche in quanto coincise con un sensibile miglioramento delle condizioni economiche del paese.

“Qualche nuova industria vi si era sviluppata, la fabbrica delle stoviglie, la conceria dei pellami, la tintoria e specialmente la tessitura delle tele…”

In epoca più recente, intorno agli anni sessanta, la Porta, di proprietà del Comune, viene adibiita ad abitazione per persone bisognose di assistenza. In seguito solo il piano terra verrà utilizzato, da parte del Comune, come deposito biciclette e motorini perduti.

Nel 2014 si sono fatti dei lavori di ristrutturazione che hanno fatto riaprire anche i bagni pubbilici di Porta Vittoria.

Addesso, passando sotto la volta della Porta (esclusivamente pedonale), l’attività più diffusa dai pericetani è fermarsi a leggere i necrologi, che qui sotto vengono esposti.

Perchè si sa che in ogni paese la gente mormora ma davanti alla morte tace e si ferma un momento.

Porta di Sopra o Porta Vittoria

Per questo articolo ho deciso che il libro da abbinare poteva essere: “Paese d’ombre” di Giuseppe Dessi, Premio Strega nel 1972.

Il perchè è semplice: si parla di storia in questo articolo, ma nel libro suggerito è la protagonista. Se siete curiosi trovate tutto sul libro nella sezione Pagine.

Come sempre: buona lettura!

Furore

Premio Nobel per la Letteratura (“per le sue scritture realistiche e immaginative, che uniscono l’umore sensibile e la percezione sociale acuta”), circa 630 pagine, autore di “Uomini e Topi”.

John Steinbeck, scrittore statunitense, ha concentrato in questo libro: personaggi incredibili, ambientazioni all’ennesima potenza, forte tematica sociale e storica.

Non è un libro “veloce”, non solo per le sue 630 pagine, ma perchè il ritmo non lo permette, ma è perfetto così.

Riassunto: odissea della famiglia Joad, costretta ad abbandonare la propria fattoria in Oklahoma (terra e casa) per marciare verso la California (siamo durante la Grande Depressione Americana), lungo la Route 66, come migliaia di americani. La California, la terra promessa, non è quello che avevano sognato, almeno per la famiglia Joad.

Furore è un classico con la C maiuscola. Attuale, complesso, scioccante, magnifico.

Vi consiglio, se la trovate, la lettura che fece sulla Rai nel 2017 Alessandro Baricco.

Per finire: buona lettura, davvero.

O mia bella Madonnina

Il Mistadello è una piccola cappella votiva, ed è molto diffuso nel territorio a cavallo tra l’Emilia, la Toscana e la Liguria.

I Mistadelli si trovano tanto presso gli assi vari principali, quanto in campagna, come funzione devozionale (l’icona più rappresentata è quella della Madonna), in omaggio alla tradizione e di protezione sacrale per le persone e le contrade da questa abitate o coltivate.

Possono essere divise in tipologie: semplice devozione, a ricordo di un miracolo o di un fatto memorabile, costruiti per adempiere ad una promessa fatta da fedeli in occasione di calamità, commemorativi di grandi eventi religiosi, innalzati a compimento di grandi opere pubbliche, costruiti per celebrare il ritorno a casa dalle due guerre mondiali.

Perlopiù i Mistadelli sono sorti e sono stati mantenuti ad opera di privati.

Io ne ho scovati alcuni girando per le vie del centro di San Giovanni in Persiceto (e chissà quanti se ne potrebbero trovare nelle campagne).

E’ stato piacevole e interessante. Per questo motivo invito tutti a farlo ma stando attenti perchè lo sguardo deve essere rivolto in alto…

Infine avendo le Mistadelle nascita e legame con il mondo agricolo, le tradizioni e soprattutto con la terra, ho pensato di abbinare a questo articolo il libro “Furore” di John Steinbeck.

Come sempre rimando per qualche notizia in più sul libro alla sezione “Pagine”.

Buon giretto.

Faremo foresta

Per l’articolo Percorsi 2021 (tra fiabe e carnevale) l’istintivo abbinamento ad un libro è stato quello con una saga: Fairy Oak di Elisabetta Gnone…pura fiaba.

Poi ho ripensato solo alla parola percorsi e mi è tornato in mente un libro che ho letto un paio di anni fa: Faremo foresta di Ilaria Bernardini ed.Mondadori.

C’è un percorso, un viaggio, anche in questo libro e viene fatto da Anna, scrittrice e sceneggiatrice.

Un divorzio, una malattia, un incidente, un trasloco e poi… e poi un terrazzo, che piano piano si riempie di piante, di natura. Ma anche di amicizia, di rinascita e di altri orizzonti a cui rivolgersi.

Il divorzio e il dolore sono quelli di Anna, la malattia è quella di Maria, amica della sorella di Anna, Diana. L’incidente è quello di Alessandro, compagno di Diana e il trasloco è quello della madre di Anna e Diana, a Mumbai.

Ma si sa, se la foresta ha delle radici sane e profonde nella terra, resisterà a tutto negli anni, proprio come una famiglia.

E può continuare a crescere, proprio come un’amicizia.

Percorsi 2021

Da “Altrepagine” n.4 Dicembre 2020

La “Metropolitana Culturale” è nata da un’idea di Andrea Bianchi ed è in corso di realizzazione grazie alle sinergia tra Comune, Pro Loco e altre realtà locali.

Pensata per condurre cittadini e visitatori lungo tracciati che parlano della storia, della cultura e delle radici del territorio, spaziando dal carnevale alle favole in dialetto, dalla scienza alla tecnica, dalle tradizioni rurali a quelle religiose.

La mappa della metropolitana unirà idealmente e fisicamente alcune zone di Persiceto e, attraverso percorsi colorati, permetterà di conoscere o riscoprire alcuni luoghi e pezzi di storia locale.

Una delle linee in fase più avanzata è la linea 1 che coincide con l’itinerario del “Museo a cielo aperto del Carnevale” (colore arancione).

Da qualche settimana questa linea è in fase di rinnovamento.

L’ Associazione Carnevale Persiceto sta provvedendo a restaurare alcune delle opere già esposte, che risultavano deteriorate dal tempo e da atti vandalici, ma è anche prevista l’introduzione di due nuove opere provenienti da carri allegorici.

La linea 1 verrà infatti prolungata verso il centro storico passando da piazzetta Betlemme, per arrivare in Via Sasso e congiungersi con la Ciclovia del Sole.

In questo articolo si parla di percorsi e io per accompagnarvi ho pensato al libro “Faremo Foresta” di Ilaria Bernardini ed.Mondadori.

Troverete come sempre una mia piccola recensione nella sezione Pagine del blog.

Una delle installazioni già presenti all’interno del Comune di San Giovanni in Persiceto

Dodici racconti di Natale

Ho prima di tutto adorato la copertina: rigida, ruvida, colorata sobriamente e leggermente retrò… perfetta per quello che contiene e cioè racconti di Natale.

Non solo ma anche ricette di famiglia a fine di ogni racconto che fanno bene al cuore (non so al gusto perchè sono parte della tradizione inglese e quindi non proprio sulle nostre corde).

E poi un’iniziale e interessante (ma breve) introduzione storica su come siamo arrivati a festeggiare il Natale così come siamo abituati a farlo ai giorni nostri (tranne per il 2020 per il quale abbiamo preso una piccola pausa).

Non sono una fan dei libri di raccolte di racconti ma penso che per Natale i racconti siano perfetti e questi, a loro modo, entrano di diritto in quello che viene chiamato “lo spirito natalizio” e soprattutto ce n’è per tutti: bambini, pupazzi di neve, coppie in crisi, spiriti, cani…

E così lasciamo che la scrittura semplice (forse qualche piccola attenzione in più alla traduzione avrebbe reso perfetta la semplicità di questa scrittura) e confortevole di questa scrittrice ci porti in prossimità del Natale anche con un po’ di stupore.

La Buca della Posta di Babbo Natale in Piazza a San Giovanni in Persiceto.

Metti Carnevale a Natale

Gli addobbi Natale 2020 a San Giovanni in Persiceto

Metti che quest’anno, già particolare di suo (e lo abbiamo capito forte e chiaro tutti), gli addobbi di Natale vengano fatti da un’Associazione Carnevalesca, cosa può venirne fuori se non un assoluto incanto e anche, per declinazione propria, una creativa originalità.

La scelta di quelle che saranno le decorazioni che dovranno agghindare un intero paese per uno dei periodi più “agghindosi” di tutto l’anno, non è mai facile ma soprattutto non incontra mai i gusti di tutti.

Io quest’anno penso, a mio modesto parere, che sia stato fatto un ottimo lavoro. Ma da chi?

Comincerei con l’Associazione Carnevalesca che ha eseguito il grosso del lavoro e si tratta della Società Ocagiuliva.

Ho preso alcune notizie di questa società direttamente dal loro sito: “Ocagiuliva è un’associazione no-profit nata nel 2002, dall’idea di alcuni amici, con l’intento di costituire una nuova compagnia da far gareggiare alla sfilata degli spilli, storica manifestazione carnevalesca del paese di San Giovanni in Persiceto (BO)…

Nel luglio 2015 le opere della società vengono apprezzate da un artista di fama internazionale, Mika! E così, la macchina scenica creata dall’Ocagiuliva riesce finanche a volare, via dalla piazza di un piccolo paese verso palchi internazionali. Da allora, immutato lo spirito carnevalesco e la voglia di competere, l’associazione mette la propria specialità al servizio dello spettacolo in genere, e realizza macchine sceniche per gli spettacoli e per parchi tematici.

Peculiarità delle scenografie “Giulive” è proprio la trasformazione spettacolare degli elementi scenici. Ingrediente fondamentale per la riuscita di scenografie d’effetto e di trasformazioni sorprendenti è la filosofia che anima da sempre i soci dell’Ocagiuliva: la creatività è divinità, il sogno è realtà, l’immaginazione è profezia, la magia esiste, l’arte è vita. Lo spettacolo è… Ocagiuliva.

Infine come per tutte le splendide iniziative c’è da ringraziare la Pro loco di San Giovanni in Persiceto e tutti i commercianti per avere portato questo spettacolo nelle strade e nella piazza di San Giovanni in Persiceto.

Grazie.

Cambiare l’acqua ai fiori

“Sono guardiana del cimitero, bevo solo lacrime…”

Violette Toussant (Violetta Ognissanti) è la protagonista e la guardiana, di chi? Di nessuno all’interno del cimitero, ma di tutti all’esterno. E’ guardiana sei sentimenti, dei dolori, dei rimpianti, delle delusioni e degli amori degli altri che passano da lei dopo le visite ai loro cari. Perchè? Perché Violette è solare, bella, cordiale, accogliente.

Veste l’inverno fuori (per gli altri) e l’estate sotto (per lei). Trascrive i discorsi che vengono fatti durante i riti funebri (a qualcuno farà piacere prima o poi risentirli o sentirli per la prima volta). I suoi amici sono il parroco del paese, i becchini Nono, Gaston e Elvis (si proprio da Elvis Presley “perchè non sa leggere né scrivere ma conosce tutte le canzoni del suo idolo” e solo per questo vale la lettura del libro) e i titolari dell’impresa funebre del paese.

Tutto questo basta per condurre una vita serena ma l’arrivo improvviso di un poliziotto di Marsiglia con la sua storia trasforma Violette e il romanzo. Non si possono nascondere i legami fra vivi e morti.

Cimitero monumentale di San Giovanni in Persiceto

Nel mare ci sono i coccodrilli

Enaiat ha forse dieci anni, forse nove, forse undici. Dove vive Enaiat a Nava in Afghanistan gli uffici dell’anagrafe non ci sono, ma ci sono pashtun, talebani e hazara come lui. E i talebani a loro volta sono pakistani, senegalesi, marocchini, egiziani…

Non si cresce tanquilli e basta poco per diventare troppo grandi (forse dieci anni, forse nove, forse undici) e non riuscire più a nascondersi nella buca che la mamma ha scavato vicino alle patate.

Allora si va via, lo decide la mamma, anche se Enaiat deve finire di giocare a “Bazul-Bazi” con i suoi amici, e si va in Pakistan, con niente e velocemente, ma con tre cose che Enaiat jan non dovrà mai fare nella vita: usare le droghe, usare le armi e rubare.

Da queste regole, da una carezza nei capelli e da un grande e tragico atto d’amore Enaiat inizierà il suo viaggio della vita, per la vita, da solo.

Un viaggio lungo, doloroso, solitario. Dall’Afghanistan all’Italia, senza mai perdere la sua innocenza, la sua ironia e il suo sorriso.

Le strade di Kandahar erano asfaltate. C’erano macchine, moto, biciclette, negozi e tanti locali per bere il chay e parlare tra uomini e palazzi alti anche più di tre piani con le antenne sui tetti e polvere, vento e polvere, e lungo i marciapiedi tanta di quella gente che in casa pensavo, non doveva esserci rimasto nessuno”